Relazione comportamentale tra lupo e uomo.

Discussioni su comportamento, riproduzione, alimentazione, segni di presenza
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pigrofalco
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Relazione comportamentale tra lupo e uomo.

Messaggio da pigrofalco » 08 dic 2007, 11:42

Come sicuramente gli addetti  qua presenti sanno,  attacchi di lupo all'uomo, rarissimi, sporadici e soprattutto non più documentati qua in Italia da almeno duecento anni, ci sono e ci sono stati, cmq sempre molto  rari, in altre parti del mondo (India, Nord America).



Allego il link circa la probabilissima uccisione di un ricercatore 22 enne avvenuta nel 2005 in Alaska, con relativi commenti e annessi, (l'unica a memoria d'uomo in nord america negli ultimi 50 anni) , da parte di un gruppo di lupi che lo avrebbe attaccato mentre lo sventurato faceva una camminata ad un kilometro dal centro abitato.



http://www.cbc.ca/sask/features/wolves/2.html







al di là del clamore che la notizia può evocare e delle immagini che è in grado di rimandare ad ognuno, il fatto  interessante dal punto di vista scientifico è che in quel preciso luogo si erano ingenerate abitudini comportamentali particolari da parte dei lupi, i quali erano soliti   cibarsi di "garbage"  vale a dire spazzatura, per la presenza nell'area di una specie di discarica, non autorizzata e non sorvegliata.



la promiscuità determinata da tale condizione, per la quale pare fosse in uso quasi la consuetudine di portare  la "pappa" ai lupi, avrebbe causato secondo gli studiosi la perdita del "fear", la paura che il lupo di solito ha nei confronti dell'uomo (nel sito c'è un link che mostra la foto di un lupo in atteggiamento emblematico di fronte ( 3 metri) ad un uomo con un bastone in mano) e una conseguente rivalutazione dell'uomo come possibile preda.



sempre nel sito c'è l'intervista ad un "survivor", uno che cioè è stato attaccato qualche mese prima mentre faceva jogging, da un lupo solo però, col quale ha lottato ed è riuscito a mettere in fuga (seguono i segni dei denti addosso al malcapitato...).Ma anche in tal caso pare che nelle vicinanze dell'accaduto ci fosse una discarica.



le altre aggressioni documentate negli anni recenti sempre in nord america, nessuna con esito fatale, sembrerebbero accreditare la tesi del comportamento appreso, in ognuna infatti spicca la presenza nell'area di una discarica che dava alimento ai lupi e di una conseguente promiscuità con l'uomo.



Domando a Duccio, agli esperti qua presenti e a tutti gli altri amici di forum, come mai o quale sia il passaggio per il quale persa la paura e la diffidenza nei confronti dell'uomo, il lupo potenzialmente  possa iniziare a valutarlo come preda opzionabile.E cioè, è sufficiente l'ambigua promiscuità dovuta ad una discarica per far tornare i rapporti di forza tra l'uomo e il lupo nella condizione di dover essere verificati volta volta (ex : i lupi non attaccano il gruppo di uomini con bastoni ma valutano se aggredire l'uomo che è da solo e "disarmato" e quindi NON scappano più a prescindere come invece di norma)?
-- 08/12/2007 11.44.29: Post a cura di pigrofalco.-- 08/12/2007 13.15.17: Post a cura di pigrofalco.
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Re: relazione comportamentale tra lupo e uomo.

Messaggio da hycanus » 08 dic 2007, 13:16

Riporto l’ esperienza che il mio amico e collega di lavoro Saverio, ha vissuto un paio di anni fa insieme ad un’ altra persona nei boschi del comprensorio di Prato. Mentre stavano camminando, in un luogo isolato e distante da insediamenti umani, hanno notato a circa 20-30 metri di distanza due “cani” con un aspetto del tutto simile ad un lupo. La cosa curiosa e’ che non sono scappati e, anzi sono rimasti a guardare le due persone per diversi minuti prima di allontanarsi. L’ amico Saverio e l’ altra persona si sono piuttosto allarmati e si sono preparati ad affrontarli prima che se ne andassero. Successivamente, Saverio inizialmente convinto che fossero cani, ha realizzato che, in effetti potevano essere benissimo due lupi ricordando le loro caratteristiche morfologiche.
Il giorno dopo si e’ recato al centro di scienze naturali di Prato per raccontare l’ accaduto al prof. Gilberto Tozzi, e in effetti gli e’ stato riferito che, a parte lo strano comportamento, i lupi sono presenti in quel comprensorio.
Ciao a tutti
Luca
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Re: relazione comportamentale tra lupo e uomo.

Messaggio da Duccio » 08 dic 2007, 15:16

ciao, segnalazioni di lupi "non paurosi" sono sempre più frequenti.
Un paio: zona futa, un allevatore osservò un gruppo di lupi che era entrato nel proprio allevamento e aveva inziato a puntare delle capre. L'allevatore iniziò a urlare e lanciare pietre, ma i lupi, dopo averlo osservato a lungo non hanno cambiato progetto, hanno predeato la capra e si sono messi a mangiarla, come se niente fosse. Il tutto in pieno giorno.
Non distante, per tutta l'estate ha gironzolato un lupo, giovane?, che non aveva paura delle persone. In diversi l'hanno visto nei campi e lungo i sentieri e questo mostrava curiosità per le persone. Durante un campo scout la responsabile si trovò (mese di agosto) davanti a questo lupo che iniziò prima a puntarla e poi a seguirla.... lei è scappata e la vicenda si è conclusa con un pò di paura.
Diverso invece l'episodio che si è verificato vicino a Firenzuola l'anno scorso, quando un cercatore di tartufi si è avvicinato a delle rotoballe, vicino alle quali il proprio lagotto aveva iniziato a puntare. E'' uscito un lupo (che stava consumando una carcassa di cinghiale ferito durante la battuta qualche giorno prima) che è letteralmente saltato addosso al signore (ho visto il giubbotto con le impronte anteriori sul petto). Poi il lupo ha inziato a ringhiare e fronteggiare l'uomo finchè il tartufaio non ha lanciato lo "zappetto" verso il lupo, che infine è scappato. Alcune circostanza spiegano in parte l'accaduto: il lupo si è trovato fronteggiato dalla persona, che "chiudeva" la propria via d'uscita, c'era la carcassa del cinghiale e pare fosse anche in questo caso un lupo giovane. In ogni caso l'episodio ha fatto scalpore e non escludo che qualcuno poi abbia organizzato un raid punitivo.
Certo è che una specie come il lupo è capace di "offendere" e che la paura nei confronti dell'uomo andrà (forse?) gradualmente ancora diminuendo fino a crearsi situazioni anche a rischio.
Razionalmente però la cosa mi fa sorridere se penso al rischio che corriamo noi ogni giorno quando andiamo per la strada o in un parco, dove ci sono cani di tante razze, alcune delle quali apparentemente poco aggressive, ma che poi finiscono per dimostrarsi diversamente. In questo caso il rischio è statisticamente infinitamente superiore.
Certo è che se succede qualcosa ed una persona viene morsa da un lupo, chissà cosa succede.
ciao, d.
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Re: relazione comportamentale tra lupo e uomo.

Messaggio da pigrofalco » 11 dic 2007, 11:36


Post originale di duccio





Certo è che una specie come il lupo è capace di "offendere" e che la paura nei confronti dell'uomo andrà (forse?) gradualmente ancora diminuendo fino a crearsi situazioni anche a rischio.
Razionalmente però la cosa mi fa sorridere se penso al rischio che corriamo noi ogni giorno quando andiamo per la strada o in un parco, dove ci sono cani di tante razze, alcune delle quali apparentemente poco aggressive, ma che poi finiscono per dimostrarsi diversamente. In questo caso il rischio è statisticamente infinitamente superiore.
Certo è che se succede qualcosa ed una persona viene morsa da un lupo, chissà cosa succede.
ciao, d.



mi sembrano infatti episodi indicativi,  da non sottovalutare innanzitutto nell'interesse del lupo.Un lupo che segue una persona o la osserva da vicino (20/30 metri...) forse è più "importante" come episodio del lupo che trovatosi col tartufaio vicino ha difeso la carcassa.Nel primo caso appare più un atteggiamento appreso dalla confidenza crescente con l'uomo (che però significa cosa, il lupo segue la persona perchè.....?) nel secondo solo una situazione codificata nei geni da sempre.



postando il link relativo alla situazione nord americana onestamente non mi  sarei aspettato di leggere fatti come quelli da voi riportati.Chiedo a Duccio se e come (cioè riconoscendo loro quale significato) questi comportamenti "strani" di qualche lupo vengano monitorati dai gruppi di ricerca.

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Re: relazione comportamentale tra lupo e uomo.

Messaggio da Duccio » 11 dic 2007, 11:48

no, direi che al momento nessuno studia questi aspetti, anche perchè sono il frutto di osservazioni "rare", casuali e non sempre riportate in modo sincero. Parlando con le persone che si occupano di lupi e leggendo con un pò di senso critico i giornali, credo che si possa affermare che effettivamente il fenomeno dei lupi "confidenti" si stia allargando. Addirittura nel Parco delle Foreste Casentinesi, l'anno scorso un lupo dovette essere catturato e spostato (sempre all'interno del parco) perchè era sempre in prossimità del paese e destava un pò di preoccupazione.
ciao, d.
 
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Re: relazione comportamentale tra lupo e uomo.

Messaggio da Duccio » 11 dic 2007, 12:46

Una rassegna di casi di attacco del lupo all'uomo
-- 11/12/2007 12.49.08: Post a cura di duccio.
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Re: relazione comportamentale tra lupo e uomo.

Messaggio da Alessandro » 11 dic 2007, 13:01

Sui lupi “confidenti” riporto osservazioni dirette di persone che stanno lavorando nel Parco d'Abruzzo. Durante le sessioni di wolf-howling condotte nel PNALM questa estate, quasi tutti gli operatori coinvolti hanno avuto una o più volte la medesima esperienza. Ossia che uno o più lupi si avvicinavano dopo l'emissione e rimanevano nei pressi dell'operatore. In due o tre casi, addirittura, i lupi erano talmente vicini, magari nascosti dietro dei cespugli, che l'operatore è riuscito a illuminarli con la torcia. Personalmente, mi è successo di sentire chiaramente i passi nel bosco, di notte, sempre mentre emettevamo l'ululato. Io non ho visto l'animale, troppo buio in mezzo al bosco, ma il passo lo riconosco: non era un ungulato né un animale piccolo, bensì un cane o un lupo. La mia esperienza vale zero, ma inserita nel contesto diventa un qualcosa da aggiungere. Si tratta di fatti identici all'esperienza avuta tempo fa da Duccio alla Serra, divenuta ormai oggetto di racconti attorno al fuoco! Questi casi sono evidentemente relativi alla curiosità, perché i lupi si sono avvicinati a seguito della stimolazione acustica; però è anche vero che si sono trattenuti e che la percezione della presenza umana (che sicuramente hanno avvertito da molto più lontano!) non li ha granché intimoriti. In un caso, l'operatore ha visto persino dei cuccioli.
Il fenomeno della confidenza dei lupi sembrerebbe dunque piuttosto diffuso, anche in contesti ad alta naturalità come il PNALM, dove il lupo convive da sempre con l'uomo. E' pur vero che in tante altre occasioni il lupo si è allontanato alla vista degli uomini. Tutto questo, comunque, penso non abbia niente a che vedere con le aggressioni, bensì più con la comprensibile inquietudine delle persone che possono ritrovarsi nelle vicinanze dei lupi confidenti. A Villetta Barrea (nel PNALM), vedere lupi e orsi in paese non è una novità e non è mai successo niente (agli uomini... ma agli animali sì!).
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Re: relazione comportamentale tra lupo e uomo.

Messaggio da Duccio » 11 dic 2007, 13:17

Si, durante il wolf howling capita che i lupi si avvicinino. A me personalmente è successo almeno in 4 occasioni, e ritengo che la motivazione sia da ricercarsi nell'atteggiamento territoriale dei lupi nei confronti di "presunti" altri lupi.
Invece i lupi che deliberatamente si avvicinano alle persone e mostrano comportamento "intimidatorio", sono da considerarsi un qualcosa di diverso che andrebbe in qualche modo tenuto sott'occhio, ma purtroppo non è affatto facile.
ciao, d.
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Re: relazione comportamentale tra lupo e uomo.

Messaggio da pigrofalco » 11 dic 2007, 16:09

Interessanti i dati e i fatti di cui parlate, anch'io da profano credo che l'avvicinamento durante l'howling possa essere comprensibile nell'ottica della difesa del territorio, mentre  l'essere osservati a lungo e da vicino magari di giorno e mentre semplicemente si cammina nel bosco  (e non di sfuggita durante un incrocio fortuito) o addirittura l'essere seguiti, forse costituiscono un segnale diverso e sul quale non so quante intepretazioni possibili ci possano essere.



Sembra normale che aumentando la densità del lupo aumentino anche le occasioni di "incontro" e  di conseguenza anche i processi d'interazione tra l'uomo e il lupo.La questione è se, quanto e in che modo, in regime di protezione della specie, il lupo modifichi il suo comportamento sulla base di tali nuove interazioni, dunque se si renda conto che, in teoria, non correrebbe nessun pericolo diretto per mano umana (i bocconi avvelenati in tal senso non avrebbero nessun effetto...) e quali le conseguenze osservabili di tale presa di 'coscienza'.



nella caccia di selezione ad esempio avviene una cosa abbastanza simile, si è osservato che in Austria dove le distanze massime di tiro ad alcune specie sono prefissate per legge e quindi tendenzialmente minori di quelle cui si sparerebbe senza vincoli, ecco che gli animali si rendono avvicinabili a distanze inferiori proprio perchè sperimentano l'effetto della selezione a distanze massime minori.



forse accade la stessa cosa coi lupi in regime di specie protetta, la mancata associazione tra la figura dell'uomo e la morte, la possibilità di osservare quotidianamente uomini innocui e non pericolosi, soprattutto in spazi relativamente piccoli quali quelli dei nostri boschi dove pare che non esistano aree di assoluta separazione nei confronti della civiltà antropica, potrebbe determinare comportamenti sempre più "conseguenti".



le testimoninaze anche qui riportate  di lupi che si collocano nei pressi delle battute al cinghiale per svolgere il ruolo di "opportunista" sembrerebbero confermare quanto detto, pensiamo alla lupa investita a Vallombrosa mentre si trovava a pochi metri dalla posta.Il  ruolo di opportunismo infatti si porta con sè anche il suo "rovescio" necessario, vale a dire la perdita della paura nei confronti dell'uomo, senza la quale ( perdita) dubito che il lupo si farebbe vedere così,  spesso e volentieri.



la caccia al cinghiale potrebbe essere davvero il primo passaggio tra la vecchia paura, spesso definita  "atavica",  del lupo nei confronti dell'uomo  e un comportamento nuovo e appreso dal contesto.Certe zone impervie vengono raggiunte con frequenza 'utile' solo dai cacciatori (e fungaioli).



sempre per supposizione (Fantalupo!!), è possibile che tale contesto della caccia in battuta al cinghiale, così come è effettuato in Italia per capillarità, numero di squadre e partecipanti, costituisca un pò un caso isolato in Europa e nel mondo intero, tale da far ritenere l'eventuale reazione comportamentale indotta nel lupo, direttamente o come cofattore, una fattispecie non confrontabile

con studi etologici condotti in aree "diverse".-- 11/12/2007 16.13.28: Post a cura di pigrofalco.
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claudio mangini
Re: relazione comportamentale tra lupo e uomo.

Messaggio da claudio mangini » 18 dic 2007, 17:23

Mi avete scritto privatamente in molti su questo tema, e ve ne ringrazio, ma non credo di essere la persona giusta che possa dare spiegazioni serie sulla relazione comportamentale tra lupo selvatico e uomo in natura. Gli animali di cui dispongo, o con cui lavoro, sono individui su cui è stato fatto l'imprinting, cioè un bluff etologico (dal momento che per i canidi non è irreversibile come, per esempio, con i volatili) che mira sostanzialmente a far credere all'animale che l'uomo sia un conspecifico, cioè un lupo a due zampe.
I nostri animali (rapaci, lupi, cavalli e cani) sono quindi dei soggetti "truccati", per dirla in parole povere, dai quali si può estrapolare certamente il comportamento e i loro segnali, impararne il linguaggio e l'interazione, ma non farne una analisi scientifica rapportandola ai loro cugini allo stato libero. Le condizioni ambientali e gli imput sono completamente differenti.
Che poi i lupi siano (secondo me lo sono sempre stati) più confidenti di quanto si creda, è una certezza. Nella mia esperienza in maremma è successo proprio questo, documentato dal libro/dvd che uscirà alla fine di gennaio, ma non credo che ci sia niente di speciale in questo. Come falconiere mi è capitato spesso di interagire con rapaci allo stato libero (senza imprinting quindi - usando le tecniche di interazione attraverso le quali lavoro anche coi miei animali) e lo stesso è accaduto con i lupi a Massa Marittima. Sono animali diffidenti, è vero, ma non impossibili da avvicinare. Come tutti i selvatici ti studiano a lungo e se hai dimestichezza con quelli "domestici" è tutto più facile.
Proprio ieri ero sul set del nuovo videoclip degli Etrema (uscirà in gennaio su MTV, All Music, Rock TV) con una lupa e la troupe è rimasta scioccata dal mio modo di ineragire con lei. Alle loro perplessità (perchè mi avevano visto lavorare anche con i cani, ovviamente in modo differente) ho risposto: <<Se vuoi ottenere qualcosa da un lupo devi saper parlare con loro...e a modo loro>>.
Insieme all'addestratore canadese Andrew Simpson (Balla coi lupi - Il grande nord- etc.) stiamo organizzando, attraverso WolfEmergency, una serie di incontri sparsi in Italia per dimostrare come si possa interagire con i lupi mentre, nel frattempo, se tenete d'occhio il mio sito www.claudiomangini.com   tra non molto metterò in rete un video speciale con i lupi.


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