Relazione comportamentale tra lupo e uomo.

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pigrofalco
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Re: Relazione comportamentale tra lupo e uomo.

Messaggio da pigrofalco » 19 apr 2011, 12:12

Alfurio ha scritto:Ho letto gli articoli sul sito e ho notato l’interesse di chi scrive e documenta secondo il proprio punto di vista.
La mia personale opinione è che nell’ambito di un progetto di protezione di una specie, non ci si limiti solo a legiferare sul suo “stato” di protezione, ma anche sulle modalità in cui la specie in questione rimanga così come la natura l’ha creata. Una specie selvatica, che tende ad alimentarsi per esempio in una discarica o nei pressi di un centro abitato, è costretta, per sopravvivere, a comportarsi in modo “innaturale”.
Sembra quindi evidente che le conseguenze di tale possibile eccezione, dal momento che diventa una consuetudine, inducono reazioni che possono, purtroppo in gran parte dei casi, fuorviare il vero scopo della protezione. Poi ci sono anche quelle persone che, spinte da propri interessi e forse da una bonaria ignoranza, considerano biologi e ricercatori dei “lupofili” coinvolti solo emotivamente dall’amore per il lupo ecc. ecc.
Personalmente sono rimasto molto perplesso quando, il giorno in cui la scorsa settimana arrivai a Villetta Barrea, sentii la proprietaria dell’albergo che diceva candidamente e senza alcuna preoccupazione, che nel tornarsene a casa la sera precedente (a piedi e da sola) aveva incontrato tre lupi che le attraversavano la strada....(la statale che porta al lago di Barrea). Riporto ciò anche se di carattere sono molto diffidente, ma da quelle parti gli incontri nei pressi dei centri abitati sono molto frequenti.
Francamente se fosse capitata anche a me una cosa simile, ne sarei rimasto piacevolmente sconvolto, ma non credo che un’altra persona (magari facilmente impressionabile, un bambino o un anziano) avrebbe avuto la mia stessa reazione.
In altri termini, un incontro con un animale simile in un centro abitato non è affascinante per tutti, ma soprattutto non è “naturale” per una specie il cui habitat è (o dovrebbe essere) ben lontano dall’asfalto.
La mia opinione è che il diretto contatto tra uomo e specie selvatiche possa essere plausibile solo entro certi limiti. Se un cercatore di funghi, un fotografo naturalista o un escursionista (no il cacciatore non lo metto) incontrano in montagna una vipera, un lupo, un orso, una lince ... è naturale che sia; ma la possibilità che uno di questi animali percorra liberamente le strade di un centro abitato, potrebbe un giorno trasformarsi in un potenziale danno a tutto ciò che si sta tentando oggi di fare per proteggere una specie.
Ma mi rendo conto che non è facile gestire la cosa.
Considerazioni del tutto condivisibili le tue Alfurio, il lupo vissuto come un micio di strada è un animale a rischio allo stesso modo di un lupo idealizzato da una parte o mitizzato in negativo, 'buono' o 'cattivo', 'fiero' o 'vigliacco', modello etico o demone da estirpare.Il fatto è che le persone approcciano l'animale sulla spinta antinomica di queste due emozioni contrapposte e in gran parte dei casi non si muovono più da quelle.Questo vale certamente per la maggior parte delle idee che ci formiamo e vale per tutti, ma non è a mio avviso una giustificazione definitiva!
Alessio Pieragnoli, Consigliere Canislupus Italia.

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Davide81
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Re: Relazione comportamentale tra lupo e uomo.

Messaggio da Davide81 » 16 mag 2011, 14:26

Ciao.
Interessante questo argomento.
Credo anche io che come dice Duccio, corriamo incontro a molti più pericoli ogni giorno in città che in vicinanza di un lupo...
Se poi si pensa alla probabilità di vederne uno da lontano figuriamoci quella di vederlo da vicino.
Comunque visto che le testimonianze esistono mai dire mai. La cosa interessante è cercare di capire come comportarsi in casi simili.
Ho letto su un interessante libro di comunicazione canina un' episodio simile dove la persona, un ricercatore mi sembra, era stato attaccato da una coppia di lupi ( un maschio e una femmina ). Questo non accadeva in Italia.
La persona reagì con gli stessi comportamenti di paura e sottomissione dei cani, si rannicchiò a terra emanando dei suoni molto acuti. Dopo un po' i lupi se ne andarono.
Nello stesso libro l' autore, parla su come ci si dovrebbe comportare di fronte ad un grosso cane minaccioso.
Non guardarlo negli occhi per non sfidarlo, girare lo sguardo altrove, sbattere frequentemente le palpebre ( calm signal ), tenere la bocca leggermente aperta per indicare che in caso di aggressione si è pronti a rispondere ( potrebbe fungere da deterrente ), indietreggiare molto lentamente senza scappare in quanto l' istinto predatorio lo potrebbe indurre a rincorrere la preda e così via.
Secondo voi potrebbe essere un modo per cercar di uscire dalla situazione anche di fronte ad un lupo?
D' altronde i cani molto probabilmente derivano da lui.

Intanto vi mando il link ad un breve filmato amatoriale che ho trovato su Youtube. Guardate la reazione...magari lo conoscete già.
Ciao.

http://www.youtube.com/watch?v=qLcc2cKwn6U
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Re: Relazione comportamentale tra lupo e uomo.

Messaggio da pigrofalco » 17 mag 2011, 10:37

Davide81 ha scritto: Se poi si pensa alla probabilità di vederne uno da lontano figuriamoci quella di vederlo da vicino.
Comunque visto che le testimonianze esistono mai dire mai. La cosa interessante è cercare di capire come comportarsi in casi simili.
Ho letto su un interessante libro di comunicazione canina un' episodio simile dove la persona, un ricercatore mi sembra, era stato attaccato da una coppia di lupi ( un maschio e una femmina ). Questo non accadeva in Italia.
La persona reagì con gli stessi comportamenti di paura e sottomissione dei cani, si rannicchiò a terra emanando dei suoni molto acuti. Dopo un po' i lupi se ne andarono.
Nello stesso libro l' autore, parla su come ci si dovrebbe comportare di fronte ad un grosso cane minaccioso.
Premesso mai abbastanza che le occasioni di incontro con lupo sono rare, che quelle di contatto sono rarissime, che quelle di aggressione lo sono ancora di più e cmq non-pervenute in Italia diciamo da un secolo,
l'atteggiamento del lupo che qui è stato discusso partendo dai pochi documenti e studi ritenuti attendibili da almeno alcune parti della comunità scientifica è soprattutto quello predatorio verso l'uomo.Per cui forse nell'ipotesi inquantificabile come probabilità (prima verrai rapito dagli alieni) che il lupo ti scelga come preda, i comportamenti di sottomissione e di comunicazione sociale da soggetto che accetta la dominanza non ti sarebbero di grande aiuto.Direi cioè che assai di rado il comportamento minaccioso di un cane può essere ricondotto a finalità predatorie verso l'uomo.
Alessio Pieragnoli, Consigliere Canislupus Italia.

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Re: Relazione comportamentale tra lupo e uomo.

Messaggio da sabri » 20 mag 2011, 19:58

..Interessante tutto ciò che è stato scritto... e mi affascina particolarmente il comportamento dei lupi nel loro habitat e verso i suoi simili , come è ulteriormente interessante il comportamento nei confronti di altre specie animali o uomini che siano. E man mano che ci si rende conto attraverso lo studio, si scoprono atteggiamenti che si evolvono nel tempo sia da parte dell'uomo (che si evolve all'incontrario in questo caso verso la stupidità assoluta, senza offendere nessuno naturalmente) che da parte degli animali, in questo caso del lupo. L'inteliggenza, o meglio l'istinto della conservazione della specie che lo porta ad adattarsi in qualsiasi circostanza, in quasiasi difficoltà... Meraviglio....

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Re: Relazione comportamentale tra lupo e uomo.

Messaggio da fulvio » 23 lug 2011, 12:25

Ma il lupo è in crescita ?

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Re: Relazione comportamentale tra lupo e uomo.

Messaggio da DanieleC » 23 lug 2011, 18:04

fulvio ha scritto:Ma il lupo è in crescita ?
Il lupo in Italia era ridotto ai minimi termini...intorno agli anni '70, sta riprendendo pian piano i propri territori, è presente piu o meno su tutta la fascia appenninica e in alcune zone alpine rimane comunque una specie vulnerabile a livello europeo!
ciao

P.S.
E' gradita una piccola presentazione nell' apposita sezione ! ;)
Ascoltateli. I figli della notte... quale dolce musica emettono. (Dracula di Bram Stoker)
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