Re: Adele e i Lupi , la mia fiaba x bambini
Inviato: 01 feb 2011, 23:52
da Francesca A
In copertina : mamma lupa con il suo piccolino (di Francesca Venco)
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o altro senza il consenso dell'autore
Finito di stampare nel mese di Dicembre 2010
Natale ad Oberndorf
(Stille Nacht)
Adele e i lupi
Francesca Venco
INTRODUZIONE
Questo libro lo dedico ai bambini. Perché tutti i bambini
del mondo hanno il diritto di vivere la magia del Natale in
una famiglia piena di amore come amo raccontare nelle
mie fiabe.
Lo dedico ai miei piccoli amici Anastasia ed Edoardo e al
mio dolce nipotino Mattia.
A mamma, che crede sempre in me e mi ha insegnato a
dire e scrivere sempre quello che ho in testa.
A papà che non c’è più da quando ero piccola, ma mi ha
insegnato per un po’ di anni cos’è l’amore di una famiglia, e so
che dal cielo lui mi aiuta ad essere forte e a sognare sempre.
Al mio fidanzato Daniel che è la famiglia che per tutta la
vita ho sognato di avere e mi accompagna a vedere i nostri
amati lupi.
Ai miei amici della montagna: a Mariano Rizzi, paziente
amico che mi sopporta ed è sempre pronto ad aiutarmi,
grande alpinista e uomo di fede. A Giuliano Stenghel, amico
e uomo di cuore, grande e grosso, forte ma sensibile,
grande alpinista, che mi ha insegnato tanto sulla fede e su
tante altre cose.
E’ stato il primo ad apprezzare il mio disegno, quello della
lupa con il suo piccolino, simbolo della famiglia, cosa in cui
lui, come me, crede profondamente. Grazie Giuliano che
hai creduto in me e grazie alla tua Serenella per avermi
insegnato, come diceva Madre Teresa, “che il bene non fa
rumore e tu ne fai tanto” … di bene in silenzio.
A Nicoletta, moglie di Giuliano, donna di montagna e di
fede e agli altri amici di Serenella, per la loro amicizia, per
il loro buon cuore e per il bene che fanno a tanti bambini
nel mondo.
Soprattutto a Serenella che è un angelo e mi ha aiutata in
questo mio progetto.
A Walter Nones, grande alpinista delle nostre montagne,
scomparso da poco. Voglio ricordarlo con un pensiero in
questo mio semplice libro, per Manuela sua moglie per
la sua grande forza e la sua fede: non smettere mai di
credere che la vita di un uomo, specie come il tuo va
oltre, oltre la vita, oltre la morte e da lassù farà del bene
quaggiù, mentre proteggendovi, starà scalando le nuvole.
I tuoi bambini lo sanno che avranno sempre accanto un
papà che li sorveglia e li ama dal cielo.
Alla natura che amo tanto e con la quale sono cresciuta.
Alle mie montagne, che stanno sempre li ad aspettarmi e
sono sempre ogni volta più belle e più sagge.
Ai miei cani Lea e Luna, le mie forti compagne di montagna
e di vita.
A Ornella, la mia migliore amica, la migliore amica che
potessi avere.
A Renato, gran camminatore anche lui in montagna,
tabaccaio del mio paese, grazie alle sue cancelline a penna
ho fatto la neve nei miei disegni.
A Carla, la mia amica della biblioteca che è stata tra le prime
persone a cui, dopo qualche tempo, ho fatto vedere i miei
disegni chiedendole cosa ne pensasse … se le sembravano
disegni da bimba dell‘asilo. Ricordo ancora le dissi: ”Carla
te pàrei disegni da asilota?” e lei semplicemente mi rispose:
“Ma perché da asilota? j’è bellissimi!”
Grazie anche a chi nella vita mi ha fatto soffrire e in quei
momenti a credere di essere stufa di essere spontanea
e buona perché sembrava che i buoni venissero sempre
sopraffatti dai furbi e se sei spontaneo c’è sempre chi ti mal
interpreta perché sembra conti solo chi sa parlare bene.
Ora crescendo posso dire che non sarò mai più stufa di
essere come sono, perché ho imparato che ogni persona
è bella a modo suo e c’è sempre nella vita qualcuno che ti
somiglia e ti vuole bene per come sei ... e non ti vorrebbe
perfetto o diverso per nessun motivo al mondo.
A chi nella vita ha sofferto o soffre perché aveva una famiglia
e non l’ha più o non l’ha mai avuta.
Non smettete mai di sognare perché arriverà un giorno
che avrete la famiglia che state sognando e sarà bella
ancora più di quanto sognavate. Se la sto avendo io, la
potete avere tutti.
Ai lupi, la mia fonte d’ispirazione e gli unici soggetti che
riesco a disegnare.
A loro dedico parte del mio libro e gran parte della mia vita;
a loro che per anni sono stati mal giudicati e perseguitati
dalla non conoscenza dell’uomo, perché l’uomo purtroppo
teme ciò che con conosce; a loro dedico la fiaba dei lupi
buoni, perché i lupi non sono animali cattivi.
La natura è spesso migliore dell’uomo perché lei osserva
e non giudica. Eppure se volesse la natura ne avrebbe da
giudicare degli umani … che spesso la danneggiano invece
di capire che senza la natura noi saremmo perduti.
E i lupi sono animali bellissimi, timidi e riservati che stanno
silenziosi con i loro begli occhi saggi … ad osservarci dietro
un albero.
Ai lupi di Spormaggiore (Tn) che ho passato una giornata
intera ad osservare e sono stati la mia ispirazione per
questo libro.
A tutti gli altri lupi, che ho tutti nel cuore, ma soprattutto ai
lupi dell’Austria, i primi che ho visto dopo averli tanto sognati
e i primi che io e Daniel abbiamo sentito dal vivo ululare,
mentre era già quasi buio e le campane del campanile di
Innsbruck battevano i rintocchi delle 8 di sera.
Grazie splendido animale delle emozioni che mi dai.
Rimani sempre li ad osservarci dietro un albero.
Buon Natale
Francesca Venco
(Stille Nacht)
C’era una volta un paesino
tra le montagne dell’Austria
chiamato Oberndorf.
Era un paesino di pastori e di persone
buone con delle forti tradizioni.
Ogni casa ad Oberndorf trasmetteva
calore anche nelle giornate più fredde
dell’inverno, quando fioccavano
come batuffoli tanti fiocchi di neve
che ricoprivano le montagne e i tetti
delle case.
I camini fumavano e davano un po’ di
calore anche solo a guardarli mentre
si passava tra le case di Oberndorf in
quelle fredde giornate della Vigilia
di Natale.
Si intravedevano attraverso le finestre
delle case le famiglie che, con gioia, si
preparavano alla grande Festività.
Anche il fiume Salzach trasmetteva
lo spirito del Natale, perché, dovete
sapere, che accanto al fiume dove
c’era la pineta all’inizio del bosco, i
bambini con i loro nonni preparavano
delle mangiatoie per gli animali
selvatici, ci mettevano del fieno e un
po’ di frumento.
Perché d’inverno quando nevica tanto
e il freddo si fa sentire, gli amici
del bosco, faticano a trovare cibo e si
avvicinano ai paesi con la speranza
di trovare qualcosa di buono per loro e
per i loro piccoli.
La mattina, quando il sole
illuminava pian piano la neve e l’aria
era fresca e sana, Adele e Peter, due
fratellini di 6 e 8 anni ancora in
pigiama, guardavano dalla finestra
della loro cucina il Salzach, per
vedere gli animali del bosco che al
mattino scendevano indisturbati a
mangiare.
C’erano cervi, caprioli, leprotti e
persino gli scoiattoli ... Com’era bello
vederli!!
Ad un certo punto Adele disse alla
nonna: “Nonna, nonna guarda!!!!!
sono arrivati!!!”
La nonna che era accanto alla stufa
si alzò e con i nipotini si mise sulla
panca ad osservare quei bellissimi
animali selvatici, che anche lei amava
tanto.
La nonna si ricordava che quand’era
bambina, aspettava come loro ogni
mattina di vedere gli animali del
bosco scendere al fiume.
Abbracciando i suoi nipotini disse
loro ”Bravi piccoli miei, vedete i
nostri amici del bosco come sono
felici? Grazie al vostro gran cuore
potranno portare cibo ai loro piccini
e riusciranno a superare bene questo
freddissimo inverno”.
Ora venite a fare colazione piccoli
miei, la mamma e il papà vi aspettano
in cucina”
“Va bene nonnina veniamo subito”
risposero Adele e Peter.
Al calore del focolare della cucina Adele,
Peter, mamma, papà e nonna Fanny,
fecero un’abbondante colazione.
Nonostante fossero una famiglia
modesta, poiché il loro padre, come
quasi tutti ad Oberndorf, era un pastore
e la loro mamma si occupava della
casa e della nonna, non si facevano
mai mancare niente e avevano tutto
l’essenziale.
La mamma preparava sempre una
bellissima tavola tipica Austriaca, loro
mangiavano tanto a colazione e poco a
pranzo (in Austria si usa cosi). C’era
in tavola pane di ogni tipo che faceva
lei con tanto amore. Pane con i semi
di girasole, pane salato, burro fresco,
marmellata, latte appena munto,
wurstel e uova sode e si sentiva un
profumino la mattina …!!!
Finita la colazione, Peter andò con
papà a prendere la legna già tagliata
e ordinatamente impilata dietro casa e
Adele aiutò nonna e mamma a preparare
i buonissimi biscotti di Natale.
Mancavano pochi giorni al Natale e
tutti ad Oberndorf si davano da fare
per i preparativi, non vedevano l’ora!!
Tra le persone che aspettavano con
entusiasmo la notte di Natale c’era
anche Padre Joseph Moor; era lui a
dirigere il coro dei bambini e insieme
preparavano i canti di Natale nella
chiesa di San Nicola.
Padre Joseph Moor era un uomo di
grande fede e tanto buono, si trovava
bene con i bambini e loro gli volevano
un gran bene, si capivano anche perché
lui era giovane e per di più era allegro e
simpatico a tutti, grandi e piccini.
Finalmente avevano quasi finito
di preparare i canti e i bambini non
vedevano l’ora di far sentire alle loro
famiglie quanto sono bravi.
Erano tutti pronti ad incominciare.
Padre Moor disse ai bambini: “Bravi
piccoli! Proviamo questa sera per
l’ultima volta!”
Ma appena Padre Moor schiacciò un
tasto dell’organo sentì che l’organo non
funzionava bene come le altre volte.
Preoccupandosi aprì la portina dietro
l’organo e ad un tratto uscirono con
fretta e furia un gruppetto di topini!!!
I bambini si spaventarono, la perpetua
scappò a gambe levate fuori dalla
chiesa e il nostro Padre Moor bisbigliò
dentro di se: “Addio canti di Natale“.
Con occhi tristi guardò i bambini,
dicendo loro che i topini avevano
danneggiato l’organo, mordicchiando
un pezzettino che era fondamentale
perché suonasse come prima.
Ormai mancava poco al Natale e con
la sola luce della luna che rifletteva
maestosa sulla neve, Padre Moor
passeggiava pregando Dio di dargli
un segno, di non abbandonarlo dopo
tutto quell’impegno che ci avevano
messo quei bravi bambini.
Lui non poteva sopportare di vederli
tristi e delusi, non voleva che loro
perdessero lo spirito del Natale.
Moor tornò in chiesa e si inginocchiò
con mani giunte ripetendo a Dio di
dargli un segno.
Come per magia si ricordò di un suo
vecchio amico, Franz Gruber il maestro
di musica. Gruber era molto bravo a
creare melodie e cosi Padre Moor non
ci pensò neanche un secondo, si mise
cappello e cappotto e corse verso la casa
del maestro Gruber.
Tra i fiocchi di neve e il vento che
soffiava, vide nel cielo una stella più
luminosa delle altre.
Lui sentì dentro se che quella stella
era la stella della provvidenza e della
speranza, che Dio non abbandona
mai chi fa del bene a suo nome.
In lontananza vide una fiammella
di candela, era l’unica accesa tra
tutte le case ed era proprio lo studiolo
di Gruber!
Per fortuna era ancora sveglio.
Ormai c’era quasi.
Bussò e quando l’amico Gruber gli aprì
padre Moor gli raccontò l’accaduto.
Franz Gruber, che era un buon uomo di
cuore e di fede, capì subito lo sconforto
dell’amico e senza pensarci due volte
decise di aiutarlo a ridare speranza a
quei bambini e al Natale.
Insieme ebbero un progetto fatto in
fretta e furia per salvare il Natale
ad Oberndorf: padre Moor preparò il
testo, un testo semplice che i bambini
potessero imparare in fretta e il
maestro Franz Gruber ancora la sera
stessa, come per magia, compose una
delle più belle melodie che avesse mai
composto!
Come un’illuminazione arrivata dal
cielo per il testo di quella canzone.
Grazie alla fede, alla provvidenza,
all’amicizia e all’amore per il Natale
quell’anno nacque una delle più belle
canzoni di Natale di tutti i tempi!
La chiamarono Stille Nacht - Notte
Silente.
Fu la messa di mezzanotte più bella
ad Oberndorf, Padre Moor conduceva
il coro, mentre il maestro Gruber
accompagnava con la chitarra
suonata dolcemente come è dolce
quella canzone.
In un attimo tutte le persone della
chiesa la impararono e cantò insieme
un intero paese!
Le voci unite, disse Padre Moor, erano
più belle della melodia di qualsiasi
organo.
Finita la messa di mezzanotte, grandi
e piccini corsero fuori in piazza a
festeggiare il Natale tra i batuffoletti
di neve che scendevano illuminati dai
lampioni e dalle lanterne, mentre i
pastori e i pastorelli con i caldi vestiti
tirolesi, accompagnati dalle pecore e
dai cani, suonavano la zampogna.
Adele, la mamma e la nonna Fanny e
altre famiglie del paese nelle casette di
legno, donavano i biscotti di Natale e
il the speziato, mentre tutti i bambini
facevano il girotondo attorno al
grande albero di Natale, un bellissimo
abete colmo di mille luci colorate.
L’indomani sapevano che nelle loro
case sarebbero arrivati i doni del
Bambinello.
Ma quel Natale Oberndorf non
sapeva ancora che ebbe in realtà il più
grande dono, quello di aver ritrovato
nei loro cuori il vero spirito del Natale
e dell’amicizia.
Quella notte ad Oberndorf, il paese dei
pastorelli e delle persone buone, nacque
la più dolce canzone di Natale.
ADELE E I LUPI
Nel tornare a casa dalla
messa e dal mercatino
di Natale, Adele stava
attraversando con la nonna il piccolo
ponte di legno sul fiume Salzach che
portava verso la loro casa. La casa di
Adele e della sua famiglia si trovava
tra un gruppetto di case verso il bosco.
Ad un tratto la bambina sentì un
ululato e chiese alla nonna: “Nonna
hai sentito anche tu? è un cane
Husky?” Nonna Fanny era cresciuta
tra quei boschi, conosceva ogni respiro
della sua natura e di quei bellissimi
animali che da sempre silenziosi
abitano i boschi di Oberndorf. Guardò
Adele e rispose con un sorriso: ”No,
Piccola mia, questo che senti è un
lupo e credo vi stia ringraziando
del mangiare che ha trovato nella
mangiatoia”
“Ma allora i lupi non sono cattivi
nonna?” chiese Adele.
“No, piccina, i lupi non attaccano
l’uomo, loro sono animali timidi e
riservati. Quando vai nel bosco con il
nonno e il tuo fratellino, loro ci sono
sempre sai? Anche se non li vedi”.
“Perché, sai Adele, i lupi stanno ad
osservarci timidi dietro un albero.
Vieni a casa che guardiamo verso il
bosco se li vediamo! C’è la luna piena
stasera, vedrai che qualcuno si vede”.
“Che bello nonna, andiamo”! Urlò
Adele prendendo la nonna per mano
e correndole davanti.
”Vai piano, piccina! Non ho più l’età
per correre“ Rispose nonna Fanny.
Finalmente erano arrivate a casa,
mentre gli altri della famiglia erano
rimasti ancora per un bel pò al chiosco
davanti la chiesa.
Al calduccio del focolare Adele e la
nonna si appostarono alla finestra
e, come per magia, nel chiarore della
luna, eccoli, gli affascinanti lupi!
Sentirono il lupo
che ululava nel bosco...
Un altro bellissimo lupo
che osservava dietro un albero…
Un tenero cuccioletto
che aspettava di giocare
con i suoi fratellini …
.
Papà lupo
che con i suoi occhi saggi
controllava i suoi piccini…
C’era anche un lupo tra i piccoli pini
innevati che sembrava fosse illuminato
dal chiarore della luna mentre saggia e
misteriosa rifletteva sulla neve...
E una coppia di lupi che camminava
tra la tanta neve e il vento gelido che
soffiava, risaliva coraggiosa verso la
montagna.
Ad un certo punto nonna Fanny disse...
”Guarda Adele, vedi come anche i lupi
si vogliono bene?
Quella è una mamma con il suo
piccolino, anche loro volendosi bene
stanno festeggiando il Natale”.
Adele fece un sorriso alla nonna,
quel Natale aveva scoperto, grazie
alla nonna, che i lupi sono animali
bellissimi, che tengono alle loro
famiglie e stanno silenziosi ad
osservarci dietro un albero…
Adele quella notte andò a dormire
senza che la nonna le leggesse
una fiaba della buonanotte, perché
raccontandole la vera fiaba dei lupi
quella sera, le aveva raccontato la più
bella fiaba di Natale, quella dei lupi
buoni e degli amici del bosco.
La nonna Fanny riguardò per un
attimo i suoi amici lupi che fin da
piccola amava tanto e felice sentì dentro
di sè che aveva trasmesso quell’amore
per i lupi alla sua nipotina, certa che
da grande li avrebbe sempre amati.
Perché quando incontri quello
sguardo, rimane nel cuore per sempre.
Soprattutto quando, come Adele, lo
incontri la notte di Natale.
Testo
STILLE NACHT
traduzione originale:
Notte silente, Notte Santa.
Tutto dorme.
Sola a vegliare è la Santa coppia.
O bel bambino dai capelli ricciuti,
Dormi nella pace divina !
Notte silente, Notte santa.
Figlio di Dio,
Quanto amore c’è nel sorriso
Delle tue labbra divine!
Con la tua nascita, o Gesù
È suonata per noi
L’ora della salvezza.
Notte silente, Notte Santa,
I pastori sono stati i primi
Ad apprendere dall’angelo
La buona novella: ”Alleluia”
E si ode, risuonare ,vicino e lontano: Gesù
il salvatore è fra noi.
Testo
STILLE NACHT
come si canta in italiano:
Astro del ciel,
Pargol divin,
Mite agnello, Redentor,
Tu che i Vati da lungi sognar,
Tu che angeliche voci annunziar
Luce dona alle menti
Pace infondi nei cuor.
Astro del ciel,
Pargol divin,
Mite Agnello, Redentor,
Tu sol nato
A parlare d’amor,
Tu disceso a scontare l’error:
Luce dona alle menti,
Pace infondi nei cuor.
Astro del ciel,
Pargol divin,
Mite Agnello, Redentor,
Tu di stirpe regale decor,
Tu virgineo mistico fior,
Luce dona alle menti,
Pace infondi nei cuor.