Un Natale del 1945

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vigorius
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Un Natale del 1945

Messaggio da vigorius » 24 dic 2016, 18:56

In una casa isolata dell’appennino abitavano un bambino e sua nonna anzianissima. Il bambino per andare a scuola doveva percorrere un tratto di bosco e una mulattiera sgangherata, ma non gli faceva fatica, anzi gli piaceva. Per evitare di attraversare la parte alta del paese,(che era stata barbaramente distrutta durante la guerra e dove aveva vissuto momenti terribili, che aveva deciso di non ricordare mai più imprigionandoli nella parte più lontana e buia della memoria e, addirittura, chiusi a chiave con una porta pesantissima. Non sapeva ancora che il passato non si può cancellare, e che ogni tanto, quando uno meno se lo aspetta, sarebbe tornato presente.) aveva scoperto un sentierino che passava sopra una grande roccia strapiombante dove l’acqua di un piccolo torrente formava una cascata alta e bellissima. Ogni tanto gli piaceva bagnarsi in quell’acqua limpida e fresca e poi fermarsi a sognare guardando l’orizzonte dalla grande roccia. La scuola era nella parte bassa del paesino abitato ancora da poche famiglie, era piccola e pochi gli alunni. I suoi amici gli chiedevano sempre – Ma non hai paura dei Lupi quando attraversi il bosco da solo ?- No, non ho paura dei lupi, perché i lupi sono buoni con i bambini- Naturalmente non ci credevano, ma lui si. La nonna gli aveva detto che i lupi non fanno del male ai bambini, anzi gli vogliono bene. Devi stare attento e scappare subito con tutte le tue forze e nasconderti se incontri uomini che non hai mai visto. Lui credeva alla nonna, che era anziana ma ancora forte. Nelle fredde sere invernali lo prendeva sulle ginocchia seduta accanto al fuoco del camino, lo avvolgeva in una calda coperta di lana e cullandolo gli raccontava tante bellissime storie e pian piano si addormentava. Erano i giorni vicino al Natale e nella piccola stanza della scuola aveva aiutato la maestra e i suoi amici a costruire un piccolo presepe. A lui piaceva tanto, ma nella grotta, accanto a il bue e l’asinello, Giuseppe e Maria la culla di paglia era vuota. Lo disse alla Maestra, che rispose – Il bambino verrà nella notte di Natale, ora lo stanno aspettando.- Era nevicato tanto in quei giorni, l’aia davanti alla casa era tutta bianca e aveva fatto un pupazzo di neve e un piccolo cavallino. Quella sera, mentre la nonna preparava la cena, era alla finestra e guardava il pupazzo e il cavallino risplendere magicamente illuminati dalla luce della luna che splendeva insieme a tante stelle nel cielo notturno. Tutta l’aia brillava come mille cristalli d’argento. In lontananza vide una scia di fiammelle illuminare il bosco, gli ricordarono le lucciole d’estate. La processione di luci si avvicinava sempre più, quando le luci furono su l’aia iniziò a riconoscere i compagni di scuola, i loro genitori, la maestra e una coppia che non conosceva. Corse dalla nonna dicendo –nonna, nonna, ci sono i miei amici di scuola con la maestra e i genitori!- La nonna sorrise e andò ad aprire la porta. Entrarono tutti e fu subito festa. Avevano portato tanti doni, tante cose buone da mangiare, cioccolato, biscotti e tanti giocattoli, di legno, di latta. In quella povera casa non c’era mai stata tanta allegria. Gli adulti parlavano e ridevano e noi ragazzi si giocava tutti contenti. La maestra chiamò il bambino, ci fu silenzio nella stanza.- Vieni ti presento questi due signori che sono saliti con noi quassù-. Si avvicinò e vide accanto alla maestra l’uomo e la donna che aveva già notato a l’arrivo. Li guardò. Lui aveva gli occhi buoni, lei buoni e dolci. - Questi sono Giuseppe e Maria e cercano un figlio; questa notte l’hanno trovato.- Il bambino capì e corse incontro a Maria che sollevandolo se lo strinse al petto ricoprendolo di baci e di lacrime. Nella casa fu festa grande e nel cielo terso e scintillante di stelle, una si accese di una luce splendente, seguita da una scia luminosa, per pochi istanti e poi sparì. Ma nessuno se ne accorse.

vig

Buon Natale a tutti i bambini del mondo !
Saverio Gori, Consigliere Canislupus Italia.

"Chi più alto sale, più lontano vede; chi più lontano vede, più a lungo sogna" Walter Bonatti


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