Lezioni di vita di un cane

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poggioallorso
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Lezioni di vita di un cane

Messaggio da poggioallorso » 11 gen 2011, 07:43

10 dicembre 2004…. entro nel canile e sono subito circondata da una cinquantina di cani che mi fanno le feste…da sotto una baracca-cuccia, con la coda dell’occhio vedo correr via grossi ratti scuri, forse disturbati dal mio arrivo.
I volontari hanno stivali di gomma coperti di fango e il fango stesso sembra voler inghiottire anche me. Una volontaria giovane e gracile che indossa una giacca quattro taglie più grande della sua, mi dice che ce ne sono altri duecento chiusi nei recinti. Anche gatti. Questi, scaruffati e con l’espressione contrariata o annoiata, mi osservano dalle grate di una finestrella in alto…
Guardo in giro, tentando di non sentire quei latrati assordanti, alla ricerca di un amico che mi possa far compagnia. Intanto i cani, di tutti i colori, taglie ed età, continuano a girarmi intorno, chi saltando, chi annusando, chi scodinzolando con frenesia. Alcuni sembra si vogliano proprio “vendere bene”, altri sono solo curiosi o vogliosi di giocare.
Lontano da tutti, in un angolo, vedo un mezza - taglia nero con il petto bianco, il solito anonimo “nerino” che si trova in ogni canile che si rispetti. Tace, forse l’unico a farlo, e tiene il capo basso, osservandomi appena di sottecchi. Silenzioso, discreto, dignitoso, penso io.
Chissà cosa pensa lui.
Chiedo alla volontaria gracile chi è quel ragazzino nero con un orecchio su e uno giù. Lei mi risponde che il ragazzino è il vecchio Orso, dodici anni, sordo e malato di convulsioni, e l’orecchio non è giù, ma gli manca proprio…
Mi piace. La sua dignità mi piace, il suo riserbo. Da quel momento non penso ad altro. Scegliere un cane, adesso lo so, è un colpo di fulmine.
Ma, per adesso, io non piaccio a lui. Non mi degna di uno sguardo, neanche quando tento di conquistarlo portandolo a spasso con il guinzaglio. Cammina dritto e tutto preso dalla passeggiata, ma non reagisce alle mie carezze e continua a camminare al mio fianco facendomene gentile concessione, senza confidenze. E questo dura settimane. Mai una volta Orso mi guarda negli occhi.
Sono io adesso dalla parte dei cani che si volevano “vendere bene” al mio arrivo al canile. Devo scodinzolare per attirarlo? Forse. Gli porgo dei bocconcini, li prende con delicatezza e se li gusta lentamente. Niente di più. Quando arrivo non si sbilancia neanche un po’: accetta il guinzaglio e poi via nel prato verde, ma sempre con l’aria di chi è troppo impegnato per dar relazione a chiunque…
Il giorno che arriva a casa piange quando la volontaria se ne va via. Devo ancora conquistarlo. Sta sotto il radiatore tutto il tempo, capisce subito le regole e le rispetta, ha un otite grave che riesco a curare a fatica e se si spaventa entra in doccia e non ne vuole più uscire. Con il tempo comincia ad alzare il capo e guardarmi con quegli occhietti tondi e marroni, mi segue e sembra finalmente cominciare ad accettarmi come amica, ma sempre con riserva…. Le convulsioni si presentano sempre più spesso, emette un suono tra un colpo di tosse e un lungo guaito poi diventa rigido ed infine si accascia…questo accade anche una volta la settimana… Un giorno durante un attacco cade dalle scale e per questo ancora oggi cammina tutto di traverso per una lesione alle vertebre cervicali. Comincia a soffrire di labirintite e due volte devo mettergli il collare rigido per la caduta. Le cure diventano sempre più frequenti, ma i risultati sono piuttosto scarsi…

Febbraio 2008

Finchè non metto su un azienda agricola, dove Orso insieme a Medea, piccola maremmana tascabile adottata come lui, scorrazzano tutto il giorno all’aria aperta.
E da quel momento, esattamente un anno fa, Orso all’improvviso non ha più avuto convulsioni. L’azienda porta sul cancello, in onore proprio a lui, il nome di Poggio all’Orso.
Adesso ha sedici anni, è pieno di acciacchi, ha un dente ogni quarto d’ora e brontola spesso e volentieri, soprattutto contro le pecore, che, credo, non abbia capito ancora cosa siano di preciso…però finalmente mi ha adottata, adesso mi corre (si fa per dire!) incontro e mi fa le feste con quel mezzo orecchio che gli ballonzola di traverso.
Sordo come una campana, quando lo chiamo si gira da tutte le parti eccetto la mia, per vedere chi lo sta cercando. Eppure, mai mi sono pentita di averlo preso. Lui mi ha insegnato quella grande qualità che spesso, troppo spesso, a noi umani manca: la dignità. Ce ne ha messo di tempo per darmi il suo amore, e mi ha fatto sudare per conquistarlo, ma oggi è parte integrante della famiglia.
Per questo di questa storia ancora non ci sono foto, perché l’amore non si può fotografare…

Aprile 2009

Orso ha tre amici, tutti adottati come lui: Poldo, Caramella e Medea. E’ il nonno del gruppo, un po’ brontolone e poco disposto a giocare con i due nuovi cuccioli. Ultimamente fatica a camminare e quando è in piedi dopo pochi minuti si accascia, le zampette non lo reggono più. Eppure, adora stare nel prato, si distende, si guarda intorno e gode di quel che vede, negli occhietti marroni brilla il riflesso del sole, facendogli tornare lo sguardo luminoso di quando era giovane. Però, ogni giorno di più, invecchia. Adesso passa il tempo sulla sua brandina, all’ombra di un vecchio castagno. I suoi amici spesso gli vanno intorno e lo leccano, quasi a dire. “Ci siamo, siamo qui…”.
Da una settimana rifiuta il cibo, beve solo a siringa e ogni tanto getta dei gridi fortissimi, non capisco se di dolore o disperazione. Poi si accascia tremante. Un giorno, lentamente e senza far rumore, i suoi occhietti marroni si chiudono, per sempre. Decidiamo di tenerlo con noi. Viene adagiato su una carriola per portarlo sotto all’abete più vecchio dell’azienda, lì dormirà per sempre…
Il mio compagno si muove con passo lento portando il corpicino verso il grande albero. Io osservo da una collinetta vicina, mentre il dolore mi riempie. Non ho il coraggio di partecipare, non ce la faccio… Eppure, ad un tratto, vedo dall’alto che a Claudio si aggregano, in ordine silenzioso e sparso, prima i tre cani giovani, poi le due pecore, infine la capretta con i tre figli piccoli… seguo con lo sguardo la scia animata di quello strano corteo funebre che arriva sotto l’abete. Claudio ferma la carriola con Orso, gli altri animali si dispongono intorno, i cani seduti si scambiano piccoli gesti che ricordano un gioco sommesso, quasi sottovoce. Pecore e capre brucano lente facendo tintinnare i campani che portano al collo, alzando ogni tanto lo sguardo verso ciò che sta accadendo. La vanga e la pala fanno il loro rumore. Fino alla fine, tutti assistono al rito in un silenzio intriso di serena partecipazione, un modo pieno di dignità per affrontare la perdita di un Amico.
Nella sua ultima, malinconica lezione, Orso ha voluto insegnarmi ancora qualcosa …
bea
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Re: Lezioni di vita di un cane

Messaggio da hycanus » 11 gen 2011, 13:28

Bellissima storia Beatrice...Orso rimarrà per sempre con te, un legame indissolubile che nè il tempo nè l' ineluttabile e comune destino dissolveranno. Mi viene in mente la mia gatta, la Felin, per la quale ho pianto quattro giorni dopo la sua morte. E' sempre con me e lo sarà per sempre...e la ricordo tutte le volte con grande stupore.
Sento questa mia vita che sfugge, ma che non sfugge, perché è parte della stessa vita di quegli alberi. Una cosa bellissima, il disfarsi nella vita del cosmo ed essere parte di tutto. (Tiziano Terzani)

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Re: Lezioni di vita di un cane

Messaggio da pigrofalco » 11 gen 2011, 14:13

Grazie Bea anche di questo splendido affresco della tua vita.Tra l'altro un racconto scritto molto bene per quel che conta, ma le fonti mi dicono che tu non sei una novizia...
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Re: Lezioni di vita di un cane

Messaggio da poggioallorso » 11 gen 2011, 15:50

le fonti presumo siano ... vig-orose fonti di montagna, eh pigrofalco? ;) ;) ;)
Bea

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Re: Lezioni di vita di un cane

Messaggio da pigrofalco » 11 gen 2011, 15:54

poggioallorso ha scritto:le fonti presumo siano ... vig-orose fonti di montagna, eh pigrofalco? ;) ;) ;)
sì certo, poi se non sbaglio la stessa utente poggioallorso ha scritto una volta che er sul punto di pubblicare qualcosa di cui uno stralcio pubblicò qui, correggi se sbaglio....
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Re: Lezioni di vita di un cane

Messaggio da poggioallorso » 11 gen 2011, 16:31

si, verissimo. un blog di etica e politica. una pagina al femminile per le donne che vivono la natura. un forum di etica e vita agreste... e qui, ogni tanto. credo sia una nostra responsabilità sensibilizzare, condividere, imparare... almeno, è l'unica cosa che ci rimane da fare, in un mondo che ci sta scivolando via di mano....
ma così, andiamo off topic.
bea
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Re: Lezioni di vita di un cane

Messaggio da pigrofalco » 11 gen 2011, 17:36

pigrofalco ha scritto:Tra l'altro un racconto scritto molto bene per quel che conta,
chiaramente intendevo..."per quel che conta il mio giudizio" sennò viene fuori un'altra cosa... :lol:
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Re: Lezioni di vita di un cane

Messaggio da poggioallorso » 11 gen 2011, 18:08

conta più di quello di tanti dottorati pieni di nozioni sterili... comunque, tranquillo, avevo capito... ;)
Bea

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Re: Lezioni di vita di un cane

Messaggio da funghimundi » 11 gen 2011, 20:07

che bel racconto Bea!

Poggio all'Orso; i nomi nascono sempre da storie e questa mi pare proprio una bella storia che davvero insegna qualcosa

se mai venissi a Poggio all'Orso sarei più felice sapendo da dove viene il nome
Nella notte d'autunno
il mio passo è metro e secondo ....

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vigorius
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Re: Lezioni di vita di un cane

Messaggio da vigorius » 11 gen 2011, 21:14

stamani mattina in mezzo alle nuvole
volavo sereno
appeso al mio palloncino
color arcobaleno,
improvviso un rapace,forse senza volere,
bucando il pallone m'ha fatto cadere.
son caduto in calvana
la montagna dove amo sognare,
chissà se riuscirò ancora a volare.
vig
Saverio Gori, Consigliere Canislupus Italia.

"Chi più alto sale, più lontano vede; chi più lontano vede, più a lungo sogna" Walter Bonatti


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