La lupa e l'alfa

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hycanus
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La lupa e l'alfa

Messaggio da hycanus » 15 nov 2010, 14:53

In questi ultimi giorni ho scritto un piccolo racconto, direi, in analogia al mondo cinematografico, un "corto-racconto". Naturalmente parla di lupi, è una storia che si discosta da quanto avviene in natura, è, come dire...molto "umanizzata", ma mi è venuta così :mrgreen: ...spero gradiate :?


La lupa e l'alfa


La lupa si fermò ansimante in un bosco di conifere, il vapor acqueo le usciva vorticando dalle narici. Era stanca e denutrita e si trovava in un territorio ostile e sconosciuto. Era costretta a leccarsi frequentemente una piccola ferita sul fianco destro, che le aveva inferto sua madre con un morso. Il vento faceva vorticare le foglie giallastre che si staccavano dai rami degli alberi del vicino bosco di faggi, e il freddo stava cominciando ad avvolgere il bosco e tutte le sue creature.
I morsi della fame non le davano tregua; da quando si era allontanata dal branco, otto giorni prima, era riuscita a mangiare soltanto un ghiro trovato morto sotto un albero di faggio, mentre due goffi tentativi di predare una lepre e un giovane cinghiale erano andati inesorabilmente a vuoto. Con gli occhi impauriti osservò un gruppo di cinghiali transitare poco sotto di lei. Si rese conto di essere estremamente vulnerabile, cercò con lo sguardo qualcosa di familiare, ma osservò soltanto la pesantezza di un ambiente sconosciuto. Era sola, aveva fame ed era impaurita. Si accucciò tremante sotto un vecchio albero caduto e si raggomitolò mettendo il muso fra la coda e le zampe posteriori.
La lupa era nata un anno e mezzo prima dalla coppia dominante di un piccolo branco di cinque esemplari che vivevano in una impervia vallata dell' Appennino centrale. Dopo la sua nascita e quella dei suoi due fratellini, il nucleo era naturalmente aumentato di tre unità. I cuccioli impararono giocando tra di loro i rudimenti della vita selvatica e successivamente anche a cacciare seguendo il branco negli spostamenti notturni e seguendo le loro prede. Al raggiungimento dell' età adulta la convivenza con gli altri componenti del nucleo era stata inizialmente accettabile; poi con l' instaurarsi di nuove dinamiche nel gruppo e conseguentemente, di nuove posizioni gerarchiche , la vita della lupa era sensibilmente peggiorata. Il suo carattere remissivo l' aveva relegata nella posizione gerarchica più bassa, mentre i suoi due fratelli, dopo scontri rituali con il maschio dominante e l' altro del branco, avevano preferito allontanarsi definitivamente cercando nuovi territori. La lupa aveva preferito rimanere nel gruppo, ma durante il periodo dell' estro, era stata duramente messa alla prova dalla femmina alfa, sua madre, dopo che l' altro maschio del branco l' aveva avvicinata frequentemente. Non era durato molto...un feroce attacco della femmina dominante e che si era risolto con una piccola ferita nel fianco, aveva messo le basi di quello che la fragile lupa non avrebbe mai voluto fare, il suo volontario allontanamento dal branco. Una sera partì, con gli occhi impauriti e con la coda fra le gambe. Erano passati otto giorni...e adesso si trovava nel boschetto di conifere, accucciata sotto il fusto di un albero caduto al suolo.

Il maschio dominante era un esemplare maestoso. Quasi quaranta chili di possenti muscoli, un portamento eretto ed un' autorità innata, gli permettevano di guidare agevolmente il suo branco. Questo era composto da sei lupi; oltre al maschio alfa, la femmina dominante e altri quattro esemplari, due maschi e due femmine. Il loro territorio era molto vasto e comprendeva ampie zone boschive ed estese praterie di crinale. La struttura gerarchica del branco era stabile e consolidata, e negli ultimi due anni la coppia alfa non si era riprodotta.
All' imbrunire il branco si separò per iniziare la caccia, la coppia dominante con una delle femmine, gli altri tre insieme. A notte inoltrata il lupo alfa lanciò un cupo e profondo ululato per radunare il branco, a cui si aggiunsero gli ululati corali dell' altro gruppo che si trovava in una stretta valletta ad un paio di chilometri di distanza.
La lupa drizzò le orecchie e impietrita ascoltò il possente ululato a non più di trecento metri di distanza. Sapeva di essere spacciata, il vento che si era levato avrebbe portato il suo odore a quel lupo che, minaccioso, aveva rotto il silenzio nella notte.
Le narici del maschio si arricciarono, sentendo quell' odore portato dal vento, la femmina alfa fece altrettanto. L' altra femmina cominciò a ringhiare. La caccia all' intruso era cominciata. I tre lupi cominciarono a spostarsi in direzione di quella traccia olfattiva. La lupa, tremante, si alzò e con le poche forze che le erano rimaste, si mise a correre e si direzionò in un profondo vallone in fondo al quale scorreva un piccolo ma impetuoso torrente. Quel corso d' acqua fu la sua salvezza. Riuscì ad attraversarlo in un punto agevole e, pur bagnandosi tutta si fermò ansimante e sfinita oltre la sponda, aspettando il suo destino. Quel fiume era il confine territoriale del branco. Arrivati sulla sponda i tre lupi ringhiarono all' intrusa ma non attraversarono il fiume, la femmina alfa marcò il territorio con uno spruzzo di urina. Gli occhi della lupa e quelli del maestoso lupo si incontrarono....fù uno sguardo troppo lungo che racchiudeva un' immensa paura da una parte ed una inaspettata curiosità e compassione dall' altra. Un attimo, un istante di riposo ed i tre lupi padroni del territorio si allontanarono nella notte. Raggiunsero gli altri componenti del branco che erano riusciti ad avere la meglio su una femmina adulta di cinghiale. I lupi che avevano cominciato a divorare la preda, si fecero da parte non appena furono raggiunti dai dominanti, che si saziarono staccando e mangiando grossi tranci di carne. Il banchetto si protrasse fino a quando tutti i componenti del nucleo furono sazi, lasciando sul terreno brandelli di carne e pezzi di ossa scarnificate.
La lupa si acquattò fra due massi sulla sponda del fiume e tremante cercò di addormentarsi, consapevole che, se non avesse trovato da mangiare, sarebbe andata incontro al suo ineluttabile destino. Ma sapeva anche che non avrebbe potuto farcela, era troppo debole e troppo impaurita, non era nata per vivere da sola.
Il maschio alfa quella mattina non riusciva a prendere sonno, era nervoso e irascibile. Gli altri componenti del branco percepirono la sua irrequietezza e si tennero in disparte. Nel pomeriggio inoltrato si portò trotterellando su una sella sovrastante la radura in cui i lupi riposavano. Le nubi che da qualche giorno stazionavano sul crinale lentamente stavano cominciando a dissolversi, mentre alcuni corvi veleggiavano sulle praterie sommitali. Il lupo osservò la vallata sottostante e annusò profondamente ciò che il vento portava alle sue narici. Poi tornò rapidamente sui suoi passi e inaspettatamente con espliciti rituali radunò gli altri componenti del branco. Prima del solito partitono per inoltrarsi nel loro territorio.
La lupa cercò senza speranza un pò di cibo, spostandosi di alcune centinaia di metri dal punto in cui aveva trascorso la notte. Spossata e denutrita fu però costretta a fermarsi...si ritrovò a morsicare un pezzo di legno su cui era passata una lumaca. Non avrebbe resistito molto, e per istinto tornò lentamente verso il fiume.
Fù un attimo...gli occhi del possente maschio si incrociarono per un istante con quelli della giovane capriola. La fuga ansimante, i potenti muscoli protesi verso la preda....il micidiale morso che si serra nel collo....la morte della capriola fù istantanea. I lupi del branco si precipitarono verso il punto in cui il maschio dominante aveva abbattuto la sua preda. La femmina alfa fu la prima ad avvicinarsi alla carcassa per reclamare la sua parte, ma la reazione del maestoso lupo la lasciò impietrita. Un feroce ringhio, le labbra arricciate che mostravano i bianchissimi canini, il pelo dritto e una posizione estremamente aggressiva, costrinse gli altri lupi ad indietreggiare. Ma il maschio subalterno dopo un momento di sorpresa fece ciò che l' istinto gli dettava in quella circostanza, si avventò ringhiando sul capobranco. Ma quel gesto gli costò caro; dopo una breve collutazione i canini e i ferini del maschio alfa lacerarono il cranio del giovane lupo non lasciandogli scampo. Il lupo afferrò con le mascelle la capriola morta e con un balzo si girò e si allontanò agilmente con la sua preda in bocca. Gli altri lupi, impauriti e disorientati si dispersero in direzione opposta...sul terreno rimase la carcassa di un giovane maschio di lupo.
La lupa, ormai rassegnata ad una fine pietosa vide sopraggiungere lungo il pendio scosceso il grosso lupo. Ne fù quasi felice, avrebbe avuto una fine dignitosa. Ma qualcosa non quadrava, il predatore si trascinava dietro un corpo inerme di un selvatico. Si avvicinò alla lupa e quando le arrivò ad un paio di metri lasciò cadere a terra il capriolo. Tremava come una foglia e tutto si sarebbe aspettata tranne che sentire la lingua del grosso maschio leccare dolcemente il suo muso. Un atto di amore che andava oltre l' istinto si stava consumando in quel momento. Mangiarono insieme il capriolo. Si annusarono e si leccarono. Incredibilmente il maestoso predatore aveva abbandonato il suo branco per unirsi ad una giovane lupa che era transitata nel suo territorio. Si rifocillarono e si riposarono. Gli occhi della lupa, ancora impaurita ed incredula avevano una luce diversa. Il maschio lanciò un profondo ululato. Era il suo modo di salutare il suo branco e la sua terra, Non vi sarebbe più tornato, aveva fatto una scelta irreversibile. Durante la notte partirono insieme verso nuovi territori, la lupa si sentiva al sicuro, non aveva più nulla da temere, aveva al suo fianco un formidabile predatore che l' avrebbe protetta e accudita.
L' anno successivo, in una vallata dell' appennino Ligure la coppia si riprodusse mettendo alla luce tre meravigliosi cuccioli...un altro branco si era formato.
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Re: La lupa e l' alfa

Messaggio da poggioallorso » 15 nov 2010, 15:58

mi ha rapita.... ci sono stata dentro fino alla fine.... una miscela di conoscenza scientifica e sentimenti veramente... esplosiva! bellissima, toccante, emozionante... e poi, chi dice che in natura non possano esistere, certi... gesti d'amore?
grazie hycanus, ne aspetto ancora...
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Re: La lupa e l' alfa

Messaggio da vigorius » 15 nov 2010, 21:39

benvenutus juvine hycanus nel mundus degli scrittores. forus dallus scherzus. sei un novello jack london
mi hai sorpreso. bellissimo racconto pieno di poesia,tenero e potente. grande Luca.
vig
p s se mi legge la Bea ....mammazza... (vedis latinus)
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Re: La lupa e l'alfa

Messaggio da occhi gialli123 » 17 nov 2010, 09:57

un bravo.....non di circostanza.....sarebbe bello leggere un frammento di questo brano nelle serata "dei lupi" che sto cercando di organizzare......scrivi scrivi scrivi.......ho già trovato la parte........
long may you run brother wolf......

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Re: La lupa e l'alfa

Messaggio da occhi gialli123 » 17 nov 2010, 10:08

"il lupo osservò la vallata sottostante e annusò profondamente ciò che il vento portava alle sue narici".......l'immagine è di un'estrema naturalezza.....complimenti ancora ;) :o
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Re: La lupa e l'alfa

Messaggio da pigrofalco » 17 nov 2010, 19:28

Davvero molto bello Luca i miei complimenti, leggendo la premessa che fai immagino che ammetterai tranquillamente 2 cose:

- che il lupo fedigrafo in natura sarebbe un'eccezione al pari della mosca bianca, essendo il lupo uno degli animali assolutamente fedeli presenti nel mondo animale.Il maschio alfa che abbandona la femmina alfa per mettersi con una di rango inferiore è quindi una tua legittima scelta narrativa.
-che l'andare a prendersi una compagna più giovane è proprio gesto profondamente antropomorfico..... :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:
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Re: La lupa e l'alfa

Messaggio da hycanus » 17 nov 2010, 19:40

pigrofalco ha scritto:...ammetterai tranquillamente 2 cose:

- che il lupo fedigrafo in natura sarebbe un'eccezione al pari della mosca bianca, essendo il lupo uno degli animali assolutamente fedeli presenti nel mondo animale.Il maschio alfa che abbandona la femmina alfa per mettersi con una di rango inferiore è quindi una tua legittima scelta narrativa.
-che l'andare a prendersi una compagna più giovane è proprio gesto profondamente antropomorfico..... :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:
Certo che si! La storia è assurda da un punto di vista etologico. E' soltanto una storiella fortemente umanizzata scritta in una settimana la sera dopo che il piccolo Edgar si era addormentato. Chissà...che sia l' espressione di desideri repressi? :lol: :lol:
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Re: La lupa e l'alfa

Messaggio da pigrofalco » 17 nov 2010, 19:52

hycanus ha scritto:
pigrofalco ha scritto:...ammetterai tranquillamente 2 cose:

- che il lupo fedigrafo in natura sarebbe un'eccezione al pari della mosca bianca, essendo il lupo uno degli animali assolutamente fedeli presenti nel mondo animale.Il maschio alfa che abbandona la femmina alfa per mettersi con una di rango inferiore è quindi una tua legittima scelta narrativa.
-che l'andare a prendersi una compagna più giovane è proprio gesto profondamente antropomorfico..... :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:
Certo che si! La storia è assurda da un punto di vista etologico. E' soltanto una storiella fortemente umanizzata scritta in una settimana la sera dopo che il piccolo Edgar si era addormentato. Chissà...che sia l' espressione di desideri repressi? :lol: :lol:
No Luca, io so per certo che tu non potresti mai avere di questi cedimenti... :lol:
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Re: La lupa e l'alfa

Messaggio da vigorius » 18 nov 2010, 20:29

No Luca, io so per certo che tu non potresti mai avere di questi cedimenti... :lol:

modestamente...io e luca si va parecchio a giro insieme. la mano sul fuoco non c'e la metterei. :mrgreen:
vig
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Re: La lupa e l'alfa

Messaggio da manzone gianfranco » 23 nov 2010, 22:51

bellissimo racconto.......... spero di leggerne presto altri..........


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