A proposito di cani da lupo: la leggenda di Gelert.

Lupo e zootecnia. Una convivenza possibile?
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fiore955
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A proposito di cani da lupo: la leggenda di Gelert.

Messaggio da fiore955 » 05 feb 2014, 17:37

Il re gallese Llewelyn ebbe in dono per il suo matrimonio un Irish Wolfhound di nome Gelert, il cane era molto socievole e strinse subito un legame forte con la famiglia del Re tanto da diventarne la Guardia del Corpo personale.
Un giorno il Re si allontanò dal castello per una battuta di caccia e lasciò Gelert a guardia della camera da letto del figlioletto. Al suo ritorno rinvenne una scena raccapricciante, la stanza era interamente coperta di sangue e anche Gelert aveva le zanne coperte dello stesso, al chè il Re penso che in un attimo di follia il cane avesse ucciso il figlio e subito estrasse la spada e trafisse il petto del povero Gelert.

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Re: A proposito di cani da lupo: la favola di Gelert.

Messaggio da fiore955 » 05 feb 2014, 17:39

Il Re poi senti' il pianto di un bambino e si avvicinò alla culla scoprendo' una cosa orribile...il figlio rideva beato nella sue coperte e di fianco alla culla giaceva il corpo esanime di un Lupo, allora il Re capi' che Gelert aveva, al contrario, salvato il figlio uccidendo il Lupo e in lacrime fece erigere una statua del suo fidato Gelert portandosi dietro per tutta la vita l'enorme sbaglio commesso.
Ora Gelert riposa nella '' BeddGelert'' (Tomba di Gelert) in Galles.

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fiore955
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Re: A proposito di cani da lupo: la favola di Gelert.

Messaggio da fiore955 » 05 feb 2014, 17:42

Tratto dallo standard:

"UTILIZZAZIONE: Fino alla fine del 17° secolo, i levrieri irlandesi erano utilizzati in
Irlanda per la caccia al lupo e ai cervi. Erano anche utilizzati per cacciare i lupi che
infestavano una grande parte dell’Europa quando le foreste erano ancor intatte."

"BREVE CENNO STORICO: sappiamo che i Celti avevano un levriero che
probabilmente discendeva dai levrieri raffigurati per la prima volta nelle pitture
egiziane. Come i loro cugini continentali, i Celti d’Irlanda s’interessavano
all’allevamento dei levrieri di grande taglia. Questi levrieri irlandesi di grande taglia
potrebbero aver avuto il pelo liscio o duro, ma, in seguito, fu il pelo duro a dominare,
forse a causa del clima irlandese. La prima testimonianza scritta su questi cani è dovuta
a un console romano, nel 391 dell’era cristiana, ma essi erano già presenti in Irlanda nel
primo secolo dopo Cristo, quando Setanta cambiò il suo nome in “ Cu-Chulainn (il cane
di Culann). Si fa menzione agli Uisneach (!° secolo) che portarono 150 cani nella loro
fuga in Scozia. I levrieri irlandesi sono senza alcun dubbio all’origine dei Levrieri
scozzesi. Coppie di levrieri irlandesi costituivano pregiati regali per le famiglie reali
d’Europa, Scandinavia e di altri paesi, dal Medio Evo fino al 17° secolo. Furono inviati
in Inghilterra, Spagna, Francia, Svezia, Danimarca, Persia, India e Polonia. Nel 15°
secolo ogni Contea d’Irlanda doveva tenere 24 Wolfhounds, per proteggere le greggi
delle fattorie dalle devastazioni dei lupi. Sotto Cromwell, il divieto (nel 1652)
d’esportare Wolfhounds contribuì a preservarne il numero per un certo periodo, ma la
scomparsa progressiva del lupo e la costante richiesta dall’estero ridussero il loro effetto
fino a quasi l’estinzione verso la fine del 17 secolo.
Il ritrovato interesse per la razza andò di pari passo con la crescita del nazionalismo alla
fine del 19° secolo. Il levriero irlandese divenne un simbolo vivente della cultura
irlandese e del passato celtico. A questa epoca, un uomo appassionato e determinato, il
capitano G.A.Graham, fece in modo di procurarsi i pochi levrieri del tipo Wolfhound
rimasti in Irlanda e, con l’infusione del sangue Deerhound e di incroci, all’occasione,
col Borzoi e l’Alano, finì per ottenere un cane che si riproduceva, nel tipo, ad ogni
generazione. Fu ammesso finalmente che i prodotti che ne risultavano costituivano una
legittima rinascita della razza. Il Kennel Club Irlandese creò una classe per l levrieri
irlandesi quando vennero esposti nell’aprile 1879. Fu costituito un Club nel 1885.
Attualmente il Levriero Irlandese ha riguadagnato in parte la reputazione che aveva nel
Medio Evo. È attualmente allevato in numero abbastanza consistente anche al di fuori d'Irlanda".

http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=& ... k4wcVtsKCg

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Re: A proposito di cani da lupo: la leggenda di Gelert.

Messaggio da hycanus » 05 feb 2014, 21:58

Che storia emozionante...chissà se è vera. Trovo piuttosto irreale che un lupo possa entrare in una stanza, oltretutto in una stanza di un castello.
Bella lo stesso però...soprattutto perchè probabilmente è soltanto una leggenda.
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Re: A proposito di cani da lupo: la leggenda di Gelert.

Messaggio da Dario » 05 feb 2014, 22:02

hycanus ha scritto:Che storia emozionante...chissà se è vera. Trovo piuttosto irreale che un lupo possa entrare in una stanza, oltretutto in una stanza di un castello.
Bella lo stesso però...soprattutto perchè probabilmente è soltanto una leggenda.
Leverei tranquillamente il probabilmente, visto il periodo immagino sia un racconto totalmente allegorico.

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Re: A proposito di cani da lupo: la leggenda di Gelert.

Messaggio da obelix73 » 06 feb 2014, 10:58

Sicuramente non escluderei il mito e l'allegoria , tenete però conto che all'epoca il castello era più vicino al castrum romano che al maniero medievale. Possibile quindi che un lupo scaltro riuscisse ad introdurvisi.
Se no ghe fosse el ponte , el mondo saria un'isoea

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Re: A proposito di cani da lupo: la leggenda di Gelert.

Messaggio da Dario » 06 feb 2014, 11:37

Per lupo si potrebbe intendere benissimo un nemico del re, qualche malintenzionato generico.
Comunque ecco dove è ambientata la storia
http://it.wikipedia.org/wiki/Beddgelert

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Re: A proposito di cani da lupo: la leggenda di Gelert.

Messaggio da obelix73 » 06 feb 2014, 16:57

Con precisione non te lo so dire, non c'ero :D :D :D Da quanto studiato però propenderei per la mitizzazione della fedeltà canina , probabilmente nella realtà non accadde nemmeno questo fatto. Il lupo appare in quanto emblema della bestia malvagia e non di un uomo nemico, se davvero ci fosse stato un uomo lo avrebbero scritto . All'epoca non erano schierati e le cose le chiamavano con i loro nomi, magari sbagliavano animale , ma se era bestia si scriveva bestia e lo stesso per l'umano.
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Re: A proposito di cani da lupo: la leggenda di Gelert.

Messaggio da Dario » 06 feb 2014, 17:16

Le cose le chiamavano coi loro nomi, ma spesso i nomi non si riferivano a quello che intendiamo noi. Il lupo era un simbolo del male. Ad es. il lupo di San Francesco era storicamente un brigante, che il santo convertì.

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Re: A proposito di cani da lupo: la leggenda di Gelert.

Messaggio da Giovanni Todaro » 06 feb 2014, 17:36

La storia di Gelert fu inventata di sana pianta dai commercianti locali nel XIX secolo, per attirare turisti. Ciò non toglie che gli "interpreti" nel periodo trattato nella leggenda ci fossero tutti: i grandi lupi (quelli del Galles così come della Gran Bretagna avevano dimensioni uguali a quelli nord-europei (Norvegia, Svezia, ecc.): i grandi cani da lupo tipo I. Wolfhound odierno (che però agivano in coppia e a fianco dell'uomo, ho da qualche parte il racconto di un cacciatore del XVI-XVI secolo che dice "quando il cane attacca il lupo, devi subito intervenire e ucciderlo con la lancia, altrimenti ucciderà te e il cane".. Il progenitore dell'I.W - con immissioni massicce di molosso romano durante il secolare dominio - era un cane da guerra, cosa che pochi sanno. Per esempio furono messi in campo nel 1580 nella battaglia di Glenmalure, Irlanda, fra irlandesi e inglesi durante le Ribellioni Desmond e, per l'ultima volta, nel 1691, Irlanda, nella battaglia di Aughrim fra giacobiti e guglielmiti. In quest'ultima ci furono circa 7000 morti ma alcune decine di cani (ognuno accompagnava il suo padrone, come guardia del corpo in battaglia - un po' come dice la leggenda di Gelert ) sopravvissero, rimanendo lì. Dopo essersi mangiati i cadaveri di uomini e cavalli rimasti lì, presero a fare incursioni nella zona, tanto che l'area della battaglia venne evitata per mesi dalla popolazione. Man mano uccisi, ne rimase uno solo, ancora vivo sei mesi dopo lo scontro, che attaccò un soldato di passaggio e ne fu ucciso con una fucilata.


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