Orso Bruno (Ursus arctos)

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pigrofalco
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Re: Orso Bruno (Ursus arctos)

Messaggio da pigrofalco » 10 mag 2015, 10:25

Bella segnalazione Stefano, questo un fermo immagine del video girato dalle telecamere del centro commerciale a Villesse (Gorizia), per capire di cosa stiamo parlando, sotto la freccia l'orso !!
Orso_tangenziale_.jpg
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Alessio Pieragnoli, Consigliere Canislupus Italia.

"Percorse convinto le strade dell'equilibrio e ogni volta che si trovò di fronte al bivio che indicava l'onestà tirò dritto, pensando ad uno scherzo."

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Stefano P
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Re: Orso Bruno (Ursus arctos)

Messaggio da Stefano P » 10 mag 2015, 10:42

Grazie, Alessio. Mi viene da sorridere a pensare a quante volte ho fatto quella rotonda e che lui la sta prendendo in contromano! :lol:
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griso
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Riabilitazione alla vita selvatica di cucciolo di orso

Messaggio da griso » 04 ago 2015, 09:58

Un esperto internazionale per l’Orsetta Morena

Pescasseroli, 03 Ago 15 - Come è stato più volte preannunciato, Il Parco, in merito al progetto, che vede come protagonista l'orsetta Morena e il suo rilascio in natura, ha preso contatto con diversi esperti in campo nazionale e internazionale.

Tra questi, John Beecham che ci onora della sua presenza dal 2 al 9 agosto, per offrirci una consulenza sulla base delle esperienze maturate in America e nel mondo sulla reimmissione in natura di orfani di orso. Infatti, Beecham vanta una grande esperienza in materia, tanto da aver realizzato workshop e consulenze su questo argomento in Russia, in Turchia, in Romania e ovviamente negli Stati Uniti. Inoltre, John Beecham è membro dell'IBA (International Association for Bear Research and Management), della quale è stato in passato anche presidente. In questa settimana ci aiuterà a individuare e risolvere le problematicità insite in un progetto così complesso e ambizioso, e dove, le possibilità di insuccesso sono sicuramente alte.
Il confronto con Beecham costituisce un momento di arricchimento professionale estremamente interessante per i tecnici del Parco, ma sarà anche un momento di informazione scientifica importante per l'opinione pubblica, perché il Prof. Beecham terrà una conferenza presso il Centro Visite di Pescasseroli, il giorno 5 agosto alle ore 17 dove tutti sono invitati a partecipare. John Beecham ha lavorato per il Dipartimento dell'Idaho di caccia e pesca per più di 29 anni. Durante il suo lavoro nel settore, come un biologo di ricerca, ha progettato e condotto una ricerca sull'ecologia dell'orso nero americano in sei aree geografiche dello Stato dell' Idaho.

E' co-autore, con Jeff Rohlman, del libro intitolato: "A Shadow in the Forest – Idaho's Black Bear". John si è ritirato dal lavoro nel 1999, ma continua a lavorare come consulente per aiutare a riportare i cuccioli di orso trovati orfani in Natura.

Recentemente ha co-presieduto un workshop internazionale in Russia: metodi di riabilitazione e rilascio per cuccioli di orso orfani, e un altro in Turchia, sui conflitti uomo-orso.
John sta attualmente partecipando al lavoro sul campo sui conflitti tra uomo e orso bruno in Turchia, così come la raccolta e il rilascio di cuccioli di orso orfani in Idaho, British Columbia e Romania. John ha ricevuto il suo B.S. da Texas Tech University, M.S. presso la University of Idaho, e Ph.D. presso l'Università del Montana. E' Stato presidente ed è membro del consiglio dell' International Association for Bear Research and Management (IBA).
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Ufficio di Presidenza
Antonietta Ursitti Tel. 0863.9113204 e-mail ufficiodipresidenza@parcoabruzzo.it
Comunicato Stampa n. 25/2015
Marco Novelli, Consigliere Canislupus Italia.

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Stefano P
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Re: Orso Bruno (Ursus arctos)

Messaggio da Stefano P » 05 ago 2015, 21:06

Una bella iniziativa... Bene! Grazie Marco per la condivisione.

Ne approfitto per condividere questo sito sull'orso bruno appena lanciato in Trentino, davvero ben fatto. Merita darci un occhio!

http://www.bearme.it/
Stefano, Consigliere Canislupus Italia.

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Duccio
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Re: Orso Bruno (Ursus arctos)

Messaggio da Duccio » 06 ott 2015, 21:15

A quanto are a breve in Toscana avremo anche gli orsi...

http://corrierefiorentino.corriere.it/f ... edc4.shtml

Il ritorno dell’orso in Toscana
Come il lupo e il gatto selvatico, anche l’orso Marsicano sta risalendo l’Appennino, ed è probabile il suo ritorno in regione. L’ultima segnalazione, anni fa, a 20 km da Sansepolcro

Di Riccardo Mostardini

Non si sa di preciso quando, ma avverrà – salvo sorprese – entro pochi anni. All’inizio saranno solo segnalazioni sporadiche, giunte dai crinali della Toscana orientale in qualche punto tra l’alpe della Luna e il passo dei Mandrioli. Poi, col tempo, ai primi individui maschi erratici si sostituirà una popolazione con le sue femmine, i suoi cuccioli, il suo territorio elettivo. E, a quel punto, l’orso bruno (Ursus arctos) avrà fatto ritorno in Toscana, oltre due secoli dopo la sua totale estinzione in regione. E’ una certezza? No, solo una forte probabilità basata su fattori etologici: dall’Abruzzo, l’orso Marsicano (sottospecie di orso, da alcuni ritenuta specie a sé stante), sta espandendo il suo areale e, in direzione Nord, ha ormai superato i monti Sibillini tra Marche e Umbria. E, alcuni anni fa (2008) un singolo individuo (o, secondo altre segnalazioni, una femmina con un cucciolo) è stato avvistato ripetutamente sui monti di Apecchio (Marche), a soli 20 chilometri da Sansepolcro (Ar) e a meno di 100 km da Firenze.
Vedremo, quindi, orsi in Toscana a breve termine? Non è una certezza, appunto, perché l’orso Marsicano è tra le popolazioni a maggiore rischio di estinzione del pianeta: nell’area storica del parco d’Abruzzo la sua densità resta da decenni stabile su circa 50 esemplari (le stime 2014 ne calcolano da 45 a 60), con un tasso di riproduzione di soli 8 cuccioli l’anno per l’intera popolazione. Fuori dal parco, invece, è stimata la presenza di qualche decina di esemplari, costantemente a rischio per disturbi antropici (bracconaggio, avvelenamenti, frammentazione degli habitat) e cause naturali come la predazione intraspecifica (cannibalismo) o l’impoverimento della variabilità genetica.
D’altro canto, la recente storia delle migrazioni animali in Italia ci insegna che, in presenza di «corridoi ecologici», le specie presenti in appennino Centrale tendono a diffondersi verso Nord: è il caso del lupo (che, ad esclusione di piccoli gruppi, era estinto in Toscana ancora negli anni ‘80 ed è poi rientrato dai crinali orientali della regione) e del gatto selvatico, segnalato in Casentino solo dal 2000 in poi. Un corridoio ecologico è infatti una porzione lineare di territorio in cui i fattori che consentono la presenza (o il transito) della fauna non hanno soluzione di continuità: un perfetto esempio è la stessa catena appenninica, un’ininterrotta serie di vette superiori ai 1000 metri, boschi di faggio/abete bianco, e aree con limitata presenza umana. Ed è lungo queste linee – e solo lungo di esse – che le specie animali terrestri migrano e creano poi nuovi insediamenti.
Ed ecco perché, con forte probabilità, anche l’orso è destinato a rientrare a breve in Toscana, seguendo (più lentamente, per maggiori esigenze ecologiche) le stesse linee di migrazione percorse dal lupo e dal gatto selvatico. Ma, se le condizioni ambientali sono propizie a un suo ritorno, discorso diverso vale per l’accoglienza che gli sarà tributata dalla nostra specie in un territorio, quello toscano, che pare ancora arretrato nella gestione della coesistenza coi predatori e dell’incremento faunistico seguente all’abbandono delle aree rurali. Tra le crudeli (e insensate) istanze di chi vorrebbe il completo sterminio dei predatori, e le fragili utopie di chi immagina di contenere centinaia di migliaia di ungulati senza un solo colpo di fucile, il panorama nostrano appare impregnato di quell’emotività tipica di comunità sempre più sradicate – nella cultura, nel dibattito pubblico, nella vita quotidiana - dal territorio circostante. Una società dove ogni daino diventa un tenero Bambi, dove ogni lupo diventa mannaro e che, anche nei suoi comparti rurali, è ormai profondamente «urbana», cronicamente spaesata davanti a ciò che definisce Natura e agli equilibri che questa Natura impone, richiede, suggerisce e insegna. E in questo contesto, forse, è quasi meglio che l’orso non riesca a rientrare: perché sarebbe solo un’ulteriore occasione per creare discordia tra gli esseri umani.
Duccio Berzi, Presidente Canislupus Italia.

"Che siete colti ve lo dite da voi. Avete letto tutti gli stessi libri. Non c'è nessuno che vi chieda qualcosa di diverso". D.L.Milani


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