Sul fenomeno dell'ibridazione: considerazioni e riflessioni.

Tecniche e metodiche di applicazione
Rispondi
Avatar utente
fiore955
Utente Master
Messaggi: 2403
Iscritto il: 16 feb 2010, 16:54
Località: San Lazzaro di Savena
Sul fenomeno dell'ibridazione: considerazioni e riflessioni.

Messaggio da fiore955 » 15 nov 2012, 14:47

Apro questa discussione mosso da un intervento di Davide Palumbo, durante la "Festa del lupo" del 10-11 novembre 2012, che mi sta facendo riflettere molto. In sostanza, se ho ben compreso (in questo altri partecipanti presenti potrebbero correggermi se avessi frainteso..), il problema degli ibridi nel nostro paese andrebbe valutato con le molle, non con soluzioni affrettate, approssimative e radicali, per non correre il rischio di cadere in una deriva che finirebbe con accontentare solo quelle categorie che già da tempo spingono per un controllo "armato"della specie.
Questa considerazione parte dal presupposto che la determinazione di un ibrido spesso è assai difficoltosa ed incerta, dato che sappiamo che molti ibridi presentano caratteristiche fenotipiche indistinguibili da lupi "puri". In aggiunta, la variabile relativa al colore scuro del mantello, non sempre è da associare ad una ibridazione recente, quindi il discrimine tra lupo ed incrocio resta molto dubbia ed aleatoria. Per concludere, sperando di essere stato abbastanza chiaro nell'esposizione del mio pensiero, la gestione degli ibridi altro non sarebbe che un tentativo di creare un varco, una breccia, nella misure di tutela e protezione del lupo in vigore in Italia. Sono gradite vostre controdeduzioni ;) .

Avatar utente
pigrofalco
Consigliere Canislupus Italia
Messaggi: 6066
Iscritto il: 23 set 2008, 02:08
Località: Firenze
Sul fenomeno dell'ibridazione: considerazioni e riflessioni.

Messaggio da pigrofalco » 15 feb 2013, 18:37

Grazie Fiore per lo spunto dato dalla tua attenzione e dalla bella relazione del dott. Palumbo, inserisco qui un intervento di Duccio (e mie considerazioni annesse) postato sulla lista vertebrati, a mio avviso completo e paradigmatico della questione.
Duccio ha scritto: Concordo con le considerazioni di molti, in particolare con quelle di Luca Mattioli.

1) Al di là di questo caso specifico, credo che su queste valutazioni si debba fare molta attenzione, il rischio può essere anche quello di attribuire come “ibrido” un lupo, con i conseguenti rischi da un punto di vista conservazionistico, legale, gestionale.

2) Credo che sia condiviso che un’ampia variabilità fenotipica sia tipica della specie, di lupi con caratteristiche anomale se ne rileva, da sempre, molti. Un pò dappertutto, probabilmente più a nord che a sud.

3) Ma fino a qualche anno fa nessuno ci dava peso, ora ogni lupo che esce dallo standard (quale?) viene bollato come ibrido o presunto tale.

4) Io personalmente ho paura a sbilanciarmi. Nella mia esperienza recente ho visto lupi fenotipicamente perfetti che alla luce dell’indagine genetica sono stati classificati come ibridi e viceversa, animali “strani” fenotipicamente classificati dalla genetica come lupi (questo sempre meno frequentemente, per fortuna).

5) Il set di marcatori fenotipici che possono dare delle indicazioni attendibili, descritto da Paolo Ciucci nella sua relazione al progetto Ibriwolf (http://www.ibriwolf.it/sites/default/fi ... finale.pdf) è per la mia esperienza attendibile. Sempre poi che la genetica sia attendibile e che si sia lavorato alla giusta profondità in termini di loci (anche qui la cosa è più complessa di come si creda).

6) In questo caso specifico mancano informazioni sul set dei marcatori, sarebbe importante che venisse acquisito parallelamente alla genetica, visto che quell’area non è nuova a problemi di questo tipo.

Segnalo anche una buona scheda di rilievo morfometrico, fatta dal gruppo di lavoro del PNATE nell’ambito del Life extra, in cui si da spazio anche al set di marcatori di cui sopra: viewtopic.php?f=64&t=3913
Un saluto,
duccio
A mio modesto avviso questo è un intervento eccellente.

Racchiude e intercetta tutti i punti critici (che ho evidenziato in neretto e numerato) attraverso i quali si snoda attualmente la questione ibridi in Italia:

1) La sensazione è che si passi dal nefasto "al lupo al lupo" al un non meno pericoloso "dagli all'ibrido", con i rischi potenziali indicati da Duccio.

2) E' davvera condivisa tra gli addetti al settore l'accettazione di una "ampia variabilità fenotipica"?

3) La domanda che mi pongo da tempo è se fino a 10 anni fa ed in assenza di tecnologia a supporto (videofototrappole) la possibilità di osservare molti esemplari diversi di lupo in natura (e con la possibilità dei raffronti attuali fatti su immagini) desse modo di comprovare l'ampia variabilità fenotipica di cui sopra.

4) Di casi del genere si parla ad esempio qui viewtopic.php?f=14&t=5094&start=10

5);6) Le difficoltà date dalla necessità di andare più a fondo nelle indagini genetiche e di correlare queste ultime a quelle sui marcatori fenotipici.
Alessio Pieragnoli, Consigliere Canislupus Italia.

"Percorse convinto le strade dell'equilibrio e ogni volta che si trovò di fronte al bivio che indicava l'onestà tirò dritto, pensando ad uno scherzo."

Avatar utente
Mixwolf
Nuovo Utente
Messaggi: 1
Iscritto il: 01 lug 2018, 11:32
Re: Sul fenomeno dell'ibridazione: considerazioni e riflessioni.

Messaggio da Mixwolf » 01 lug 2018, 12:39

Buongiorno, credo che molto si debba fare per la tutela del lupo, stando ai numeri e vedendo i lavori svolti negli anni troppi contrasti e ombre nella loro stesura e gestione. Continuando nella direzione attuale si sta accellerando il processo di invasione ibrida mettendo a serio rischio il patrimonio del lupo autentico, arcaico italico.


Rispondi